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Snowfarm: una pratica sostenibile per la conservazione della neve

05 Mag

Ho letto un articolo pubblicato su @mount_city che metteva in dubbio la scelta fatta da Riale in Val Formazza (VCO) di adoperarsi con la tecnica dello snowfarming per accumulare e mantenere la neve della stagione invernale appena terminata al fine di preparare una pista di sci di fondo per un avvio precoce della prossima stagione.

Personalmente ritengo felice la scelta per un sito come Riale che ha quota, anche se non è il fattore più rilevante, inoltre ha minima esposizione all’irraggiamento che rimane l’aspetto determinante per il buon esito dell’allestimento e soprattutto la preparazione della pista non ha un impatto così rilevante sull’ambiente per lo spostamento della neve. Su una pista da fondo la neve non si sposta con i gatti ma è molto più redditizio caricare la neve su mezzi gommati che la depositano man mano sul percorso.

Lo snowfarming è sicuramente il mezzo più sostenibile per l’avvio precoce della stagione sciistica su un impianto per lo sci di fondo (Seefeld, Livigno, Davos, Bessan, Lillehammer, Vuokatti, Canmore, Thunder Bay) ed in alcuni fortunati siti anche per lo sci alpino (Levi, Courchevel).

La montagna in inverno deve poter erogare servizi e la stagione migliore per far crescere le aspettative è la parte iniziale, offrire la certezza della neve a ottobre/novembre apre anche una fetta di mercato legate alle squadre agonistiche , agli sci club che iniziano prima la stagione sugli sci approfittando della neve etc..

Gli alberghi, i ristoranti e tutto l’indotto grazie agli allestimenti precoci contribuiscono ad allungare la stagione invernale sul territorio a vocazione turistica.

Perché non vogliamo considerare questo aspetto?

Gli insediamenti turistici lunga la nostra bellissima costa non fanno la stessa cosa? Eppure nessuno si sogna di auspicare spiagge libere e non attrezzate lungo tutta la penisola.

Teniamo conto della popolazione che vive e lavora in montagna e come i nostri nonni un tempo usavano quello che il territorio offriva, pastorizia, filiera del legno e adesso soprattutto turismo che nella stagione invernale è significavo soprattutto la pratica dello Sci.

Viva le Snowfarm!

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